Uno sguardo ad Australis (la nuova interfaccia di Firefox)

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Firefox Nightly

Da pochi giorni è possibile provare l’usabilità ed il gradimento della futura interfaccia di Firefox, denominata Australis e destinata ad esordire nella versione 28 del browser Mozilla (il rilascio è previsto ad aprile 2014). Dalle prime immagini, che già mostravano in modo inequivocabile il netto distacco rispetto al passato, oggi è finalmente possibile toccare con mano le novità: vediamo insieme cosa ci aspetta.

Se volete provare personalmente l’interfaccia potete scaricare la versione di anteprima a questo indirizzo: trattandosi di versioni altamente instabili si raccomanda di maneggiarle con cura, dal momento che vengono condivisi i profili utente della versione stabile. Per evitare di perdere la cronologia, i segnalibri, le password salvate, … vi consiglio caldamente di creare un profilo dedicato seguendo le istruzioni fornite da Mozilla.

  1. INDICE
  2. 1. L’interfaccia
  3. |
  4. 2. Le prime reazioni
  5. |
  6. 3. Conclusioni

L’interfaccia

Sin dagli esordi l’interfaccia ha fatto parlare di sé – nel bene e nel male – alimentando i sospetti e i timori che andasse perduto uno dei principali caratteri distintivi di Firefox, ossia l’estrema liberà di personalizzazione. L’annuncio dell’approdo nella nuova interfaccia nelle versioni di anteprima ci offre dunque l’opportunità e l’occasione per capire quale direzione stia prendendo uno dei browser open source maggiormente apprezzati e diffusi (e di esprimere eventualmente il nostro dissenso).

Australis su Linux, MacOS e Windows
Fonte: Australis is landing in Firefox Nightly – Mozilla UX

L’annuncio pubblicato da Mozilla si limita ad evidenziare la semplificazione dell’interfaccia e la pulizia estetica, passando quindi in rassegna le novità principali; vediamole insieme. Di seguito ho incluso qualche immagine catturata in ambiente Linux (GNOME 3.6 con il tema predefinito Adwaita) per darvi un’idea.

Pagine visitate (Speed Dial)
Pagine visitate (Speed Dial)

Barra delle schede. Le prime novità ad avermi colpito riguardano la barra delle schede: ora le singole schede sono riconoscibili per le linee più morbide, ma soprattutto diventa molto più netta la distinzione visiva tra la scheda in primo piano (in rilievo e con bordi arrotondati) e le schede in secondo piano, che presentano invece bordi appena accennati e sono “annegate” nello sfondo del tema del browser. Il risultato è a mio avviso piacevole ed efficace alla vista: non solo aiuta a focalizzare l’attenzione sulla scheda aperta, ma rende molto più gradevole l’integrazione dei temi e trasmette effettivamente un maggior senso di pulizia dell’interfaccia.

Menu principale di Firefox con Australis
Integrazione di un tema di Firefox con Australis
Fonte: Australis is landing in Firefox Nightly – Mozilla UX

Menu principale
Menu principale. Il menu principale, accessibile facendo clic sull’icona a destra della barra degli indirizzi, raccoglie ordinatamente le opzioni ed i comandi più utili, lasciando inalterato il menu delle impostazioni (Preferences, nell’immagine) di Firefox; i pulsanti di taglia/copia/incolla e i controlli di zoom sono anch’essi comodamente raggiungibili nella parte superiore della finestra.

Personalizzazione interfaccia. Facendo clic sulla voce Customize (in basso al centro) è possibile personalizzare l’interfaccia: aggiungere, togliere o spostare pulsanti ed icone dalla barra degli indirizzi o dal menu principale è estremamente intuitivo e non dissimile da quanto sia possibile fare con l’attuale versione di Firefox.

Personalizzazione interfaccia

Le prime reazioni

Proprio durante la scrittura di questo articolo sono stati pubblicati i primi risultati di un’indagine statistica lanciata da Mozilla per sondare le opinioni dei propri utenti: sebbene si tratti di dati parziali, raccolti nella prima settimana di rilascio, se l’andamento venisse confermato dalle rilevazioni successive, il risultato sarebbe piuttosto clamoroso (in senso negativo) ed evidenzierebbe – dati alla mano – come buona parte (al momento quasi l’80%) degli utenti non sia esattamente favorevole alla nuova interfaccia.

Anche se è lecito attendersi un’elevata variabilità a fronte dell’incremento del numero di feedback, l’inizio non è certamente esaltante, anche se è evidentemente presto per parlare di bocciatura o promozione a fronte di un campione statistico così poco significativo (ca. 190 feedback).

Certamente le critiche non si sono fatte attendere e, leggendo il documento pubblicato, si scopre che le principali lamentele vertono proprio sulla scarsa libertà di personalizzazione dell’interfaccia (si citano l’eliminazione della barra dei componenti aggiuntivi e l’impossibilità di spostare la barra delle schede) e – in seconda battuta – su un generico rifiuto per il cambiamento, che potrebbe tuttavia scemare con l’abitudine e l’adattamento alla novità.

Conclusioni

Vorrei concludere con il mio giudizio personale, cui vorrei anteporre una premessa: pur essendo abituato ad utilizzare svariate estensioni, prevalentemente legate alla sicurezza/privacy e allo sviluppo web, non ho mai sentito la necessità di personalizzare sensibilmente Firefox, trovando l’esperienza utente assolutamente adeguata così com’è.

Ciò detto, il primo contatto con Australis è stato sostanzialmente positivo: ho trovato un’interfaccia più pulita e razionale e ho apprezzato tra le altre cose la nuova organizzazione dei controlli nel menu principale e l’aspetto della barra delle schede; ciò non mi impedisce di riconoscere che molto probabilmente chi è abituato a personalizzare radicalmente l’aspetto di Firefox non sarà soddisfatto.

Vorrei infine riflettere sull’accusa – mossa da molte parti – a Mozilla di copiare eccessivamente Google Chrome: guardando alle novità di Australis le somiglianze sono innegabili e viene da chiedersi se – diventando Firefox un clone di Chrome – non converrebbe a quel punto passare direttamente all’originale (v. il caso Opera). Tanto più se chi sceglie Firefox lo fa spesso proprio in virtù delle unicità che lo distinguono dal browser di Google.

Personalmente non credo che la somiglianza sia necessariamente un male: in uno scenario così competitivo è normale assistere ad una reciproca influenza tra i prodotti, una sorta di mutua ispirazione; il rischio dietro l’angolo è vedere l’ispirazione tramutarsi in mera copia, in un inseguimento destinato a lasciare per strada quell’identità che ha reso Firefox il miglior browser open source al mondo (ok, questo è un giudizio personale).

Ne approfitto per ricordare una differenza cruciale: Firefox è open source, Chrome no (pur basandosi in massima parte sul progetto Chromium, anch’esso open source). Un’ultima curiosità: la maggior parte dei contributi che permettono a Mozilla di sostenere economicamente Firefox (e gli altri progetti) derivano da un accordo stretto proprio con Google per l’utilizzo del loro motore di ricerca come predefinito su Firefox; l’attuale accordo scade nel 2014, ma già in passato ha subito rinnovi (e a condizioni sempre più favorevoli per Mozilla, per di più).

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